martedì 27 marzo 2012

Due donne Nel Segno di aprile




due Libri all'insegna della primavera 











Per il ciclo "libro-film" l'autrice protagonista è Karen Blixen 


Per il ciclo "arte-letteratura" l'autrice protagonista è Elisabeth Robards


I due appuntamenti si sono tenuti nella biblioteca comunale a Mocasina
 in via san rocco 22 alle ore 21.00 il 19 aprile 2012



due dibattiti

"La Mia Africa" 

dal Film con Robert Redford 


                                                                                              

Per Il Ciclo "arte-letteratura" si è discusso del libro


"La Ragazza Con Le Violette" 


di Elisabeth Robards


trama della Mia Africa del libro e del film


La mia Africa (Out of Africa) è un film del 1985 diretto da Sydney Pollack, ispirato all'omonimo romanzo autobiografico di Karen Blixen. Meryl Streep interpreta la Blixen e Robert Redford impersona Denys Finch-Hatton, un cacciatore con cui la Blixen vive una romantica storia d'amore. La trama del film presenta diverse discrepanze con quella del romanzo.
La storia del film si ispira, con alcune varianti, a quella realmente vissuta dalla protagonista, la futura scrittrice danese Karen Blixen. giovane Karen, divorziata dal primo marito, parte per il Kenya per raggiungere e sposare il barone Bror Blixen, con cui intende avviare una fattoria per la produzione di latte. Durante il viaggio conosce Denys Finch Hatton, un cacciatore che vive a stretto contatto con la natura e gli indigeni. Arrivata alla fattoria, scopre con delusione che il marito ha invece avviato una piantagione di caffè, pianta inadatta alle altitudini dell'altopiano N'gon.
Tuttavia, col passare dei giorni, Karen si affeziona sempre di più alla sua fattoria, ai domestici (primo fra tutti Kamante), ai Kikuio che coltivano la piantagione, all'atmosfera e ai paesaggi africani.

Durante un'uscita solitaria per una battuta di caccia, Karen si trova di fronte una leonessa, ma viene salvata da Denys, giunto in quel momento nella zona per farle visita insieme ad un amico.
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Bror Blixen parte con gli altri coloni verso il confine. Un giorno manda alla moglie una richiesta di aiuto, pregandola di portare provviste e medicinali al suo accampamento. Karen inizia così un lungo viaggio insieme a Kamante e ad alcuni Kikuyo attraverso il deserto, rendendosi conto di amare davvero il marito.

Tornata a casa, Karen però scopre di essere affetta da sifilide, grave malattia contratta dal marito donnaiolo. Torna quindi in Europa per sottoporsi alle cure necessarie, ma - a guarigione avvenuta - scopre di non poter più avere figli.

Sono trascorsi circa due anni quando Karen ritorna in Kenya e, all'ennesima scappatella di Bror, decide di cacciarlo di casa. Denys intanto la invita ad unsafari per mostrarle la bellezza della natura selvaggia. I due si innamorano, ma lui è uno spirito libero e, pur rimanendole fedele, sente il bisogno frequente di allontanarsi e viaggiare di continuo con il proprio aereo. Le sue ripetute assenze alla lunga stancano e logorano Karen, che invece vorrebbe sposarsi. Al rifiuto di Denys, che le dice "Sono tante le cose che possiedi: i miei Kikuio, le mie porcellane. In verità noi, Karen, non possediamo niente, siamo solo di passaggio", Karen risponde: "Io ho capito una cosa che tu non sai: a tutto c'è un prezzo e io voglio essere uno di quello". I due si lasciano.

Poco tempo dopo, la fabbrica di caffè rimane distrutta in seguito a un incendio, e Karen è costretta a preparare la partenza per rientrare in Danimarca, ma non ha soldi. Volendo inoltre assicurarare agli amati Kikuio un posto dove possano continuare a vivere, si rivolge al nuovo Governatore britannico della colonia, arrivando a supplicarlo in ginocchio per ottenere il suo aiuto. Il gesto richiama l'attenzione di tutti i presenti al ricevimento, ma anche un generale imbarazzo: è la moglie del Governatore che, colpita dalla disperazione di Karen, le promette il suo appoggio. Nella stessa occasione, Karen rivede Denys, giunto a cercarla dopo aver appreso della distruzione della fabbrica.

Karen mette in vendita all'asta i propri mobili, per potersi pagare così il viaggio di ritorno in Europa. Denys va nuovamente a trovarla e la porta a fare un giro panoramico con il suo aereo. Le confessa che aveva ragione lei su tutto. Salutando Karen, circondata dalle stanze ormai vuote della sua casa, Denys le promette che l'accompagnerà con il suo aereo a Mombasa, dove il treno la riporterà in Europa.

Quello stesso giorno arriva invece Bror, con la notizia che Denys è appena morto, precipitando con il suo aereo. I suoi resti, per volere di Karen, vengono sepolti su una collina che domina l'altopiano circostante, dopodiché Karen saluta Kamante e sale sul treno per ripartire definitivamente.

Qualche tempo dopo il suo rientro in Europa, Karen riceve una lettera in cui alcuni amici le dicono che la tomba di Finch Hatton è divenuta un luogo di ritrovo per una coppia di leoni.

Karen non tornerà mai più in Africa.


RECENSIONE DI UN LETTRICE SU AMAZON


la Ragazza con le Violette

Di Elizabeth Robards prima di aver letto questo romanzo ne ignoravo l’esistenza, dopo averlo letto ho tentato di scoprire qualcosa di lei perché ho deciso di inserirla fra le mie autrici preferite. Per ora ho saputo poco: “ prima giornalista, ora scrittrice a tempo pieno, vive in Florida”, dalla fotografia la definisco “una bella signora con gli occhi verdi”.

Premetto che non mi sarà facile fare una recensione breve di un romanzo come questo: davvero meritevole. Letto in brevissimo tempo perché mi ha letteralmente rapita sia per l’intensità e l’interesse della storia, sia per lo stile della narrativa: elegante, scorrevole, incisivo, coinvolgente. Su alcune frasi mi sono fermata, lette e rilette, mi hanno fatto innamorare dalla composizione stessa.


“ Ci sono luoghi a Parigi dove trovo rifugio…c’è qualcosa di consolante nel modo in cui gli edifici svettano vicino alla Senna; alte e imponenti sentinelle che osservano dall’alto la lunga fila dritta di vecchie case dai tetti irregolari…. Quando vedo Edouard in salotto, ….correre verso il mio giardino privato,….il canto ritmato dell’acqua che colpisce la banchina…..”

“L’attrazione sale un’erta china fino alla vetta della seduzione. Ma da lì non ci si può aspettare altro che una caduta violenta e rapida, con un atterraggio spietato”.

“Il silenzio nella stanza è così forte che rimbomba”.

“Annaspo alla deriva, in un vasto mare di vuoto”.

“La ragazza con le violette” in sintesi è la storia di una grande passione, sbocciata al museo del Louvre fra il pittore E. Manet e la pittrice Berthe Morisot . Sullo sfondo la guerra tra Francia e Prussia, i cambiamenti politici che sconvolgono Parigi dove è ambientata principalmente la storia e, la nascita del movimento impressionista ovvero la formazione della Società anonyme des Artistes con Pisarro, Degas, Sisley, Cezanne, Monet e Berthe Morisot, unica donna in mezzo a tutti uomini, una donna evoluta, decisa a vivere fuori dalle righe e dalle convenzioni della società dell’epoca ( il romanzo inizia nel 1868 e termina nel 1875) , intenzionata e ferma a realizzare il proprio sogno .

La società ha relegato la donna in un ruolo piuttosto sfortunato. Siamo figlie, mogli, madri ma al di là di questo perimetro la nostra persona è assolutamente svalutata. Veniamo al mondo per trovare l’amore. Tuttavia trovare l’amore è forse la sfida più difficile tra quelle che deve affrontare una donna. …..Potrei dare la colpa ai poeti per aver creato un modello impossibile: siamo tutte Giulietta, l’amante devastata che preferisce affondarsi un coltello nel cuore piuttosto che vivere un solo istante senza l’amore di un uomo……” 

Il romanzo scritto in prima persona scorre armoniosamente poiché mantiene un ordine cronologico, gli avvenimenti si susseguono nel tempo. I protagonisti principali sono E. Manet, Berthe e il loro amore impossibile perché lui è sposato con la grassa Suzanne e c’è Leon. E inoltre il mondo degli artisti:“ Un quarto d’ora della loro conversazione vale oro”.

Uno degli ultimi capitoli riprende articoli dell’epoca:

“ L’esposizione impressionista” del critico Louis Leroy del 25 aprile 1874. Qui vengono elencate alcune opere come La Ballerina di Renoir, Il campo arato di Pisarro,Barche da pesca all’uscita del porto di Monet, La casa dell’impiccato di Cezanne etc, esposte alla mostra in Boulevard des Capucines con relativi commenti . 

L’altro è un articolo di notevole interesse datato 7.5.1874 di Ernest Chesnau , sempre riferito alla stessa mostra di cui riporto qualche stralcio: 

“ Un nuovo gruppo di pittori ha inaugurato una mostra in Boulevard des Capucines…il loro tentativo che merita tutta la solidarietà possibile, rischia di fallire in partenza perché non sufficientemente energico… La scuola del plein air è rappresentato nello studio al secondo piano….. ma la guida, Monsiuer Manet è assente.Ha forse timore dell’eccentricità di taluni pittori?..” 

Il romanzo nella pagina iniziale riporta” Questo libro è un’opera di finzione. Nomi, personaggi, luoghi e avvenimenti sono frutto dell’immaginazione o rielaborazione narrativa da parte dell’autrice”.

Sta di fatto che i personaggi citati sono realmente esistiti e divenuti famosi, la guerra fra Francia e Prussia è documentata dai testi storici, E. Manet fu il padre dell’impressionismo, nel 1867 conobbe Berthe Morisot , pittrice impressionista, che apprezzò e che fu protagonista di diversi suoi dipinti (ad esempio Il Balcone – Il Riposo) e il rapporto fra i due artisti diede spazio a speculazioni e pettegolezzi anche se la loro presunta relazione d’amore non è mai stata dimostrata.

Inoltre nel romanzo come nella realtà Berthe sposa il fratello minore Eugene Manet.

In ogni caso nel romanzo l’attrazione fra i due è scoppiata al primo sguardo e la passione viene vissuta fino all’ultimo respiro.

" Mi stringo nelle spalle, ancora incapace di elaborare la miriade di emozioni che mi pervadono. Sono in guerra con me stessa.” 

“ E’ tutto così incerto. Non posso far altro che aspettare tracciando linee nel cielo notturno pennellate di speranza che collegano me e il mio amato”. 

“Stasera, finalmente, mi sento come se avessi trovato ciò che ho desiderato per tutta la vita” 

“Poi l’oscurità scende e ci avvolge nel mantello indaco della notte”. 

La copertina del libro rappresenta “ Il Riposo”, ritratto singolo di Berthe Morisot trentenne, avvolta nella nuvola bianca dell’abito e che nonostante il titolo, fu scritto che la Morisot ricordasse con angoscia le lunghe sedute di posa nello studio di Manet, durante le quali non poteva muovere la gamba sinistra piegata sotto di sé.

Questa opera fu esposta al Salon nel 1873 e venne criticata perché la figura di B. Morisot sembrava sfuocata e lontana, assorta ne propri pensieri. La stampa dell’epoca così la riassunse:” né dipinta- né disegnata – né in piedi – né seduta”.

In realtà la rappresentazione è molto delicata e intensa ma le opere impressioniste inizialmente non erano comprese perché erano fuori dai canoni accademici del periodo.

“Mi viene da pensare che il fato non sia altro che un temporale che passa e sconvolge tutto ciò che incontra, fino a un casuale cambio di rotta che lo spinge in un’altra direzione, lasciandoci lì a cogliere i cocci delle nostre vite”.

Infine, particolare gradevole, viene citato non a caso, ma a fronte di un avvenimento specifico e importante per la storia d 'amore, il famoso “ I fiori del male di Baudelaire” e alcuni capitoli iniziano proprio con stralci del medesimo.

Lo consiglio? Certamente si alle donne di qualsiasi età , ma penso che questo romanzo possa essere gradito anche dagli uomini perchè non c'è cultura solo maschile o solo femminile.

Quindi lo consiglio a tutti ed io rimango quasi dispiaciuta per averlo già letto.

per informazioni: ilibridinosi@hotmail.it

lunedì 5 marzo 2012

Giovedi 15 marzo in Biblioteca si sono tenuti questi due incontri

MARZO al centro due donne della Letteratura al Femminile


due donne protagoniste di due Romanzi il primo "l'Amante" di Marguerite Duras per l'incontro 
LIBRO-FILM

per L'incontro Arte c'è stato un dibattito sul Romanzo "la Dama Con L'orrechino di perla" di Tracy Chavallier


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l'Appuntamento e' stato alle ore 21.00 il 15 marzo nella biblioteca comunale di Mocasina Frazione del comune di Calvagese della riviera



LA RAGGAZZA DALL'ORECCHINO DI PERLA (breve Trama del film)

Griet (Scarlett Johansson) è una ragazza olandese che vive a Delftintorno al 1660. Suo padre è un pittore di ceramiche divenuto cieco per un incidente sul lavoro; a causa delle difficoltà economiche familiari Griet viene mandata a servire a casa del pittore Jan Vermeer (Colin Firth). Emerge presto che anche Vermeer ha difficoltà a mantenere il suo elevato tenore di vita, tenuto conto del fatto che sua moglie mette al mondo un gran numero di figli e che lui non riesce a produrre più di due o tre quadri all'anno data la sua smania di perfezione.

Con il tempo, Griet si abitua alla sua nuova vita e mostra segretamente interesse e innata comprensione riguardo ai colori ed alla pittura. Notando ciò, Vermeer le insegna come preparare i colori per i suoi dipinti, ma tiene segreti questi incontri a sua moglie (Essie Davis). Mentre Griet svolge le commissioni fuori casa, incontra un giovane di nome Pieter (Cillian Murphy), che viene attratto da lei, ma Griet non mostra subito di ricambiare i suoi sentimenti. Anche il mecenate di Vermeer, Van Ruijven (Tom Wilkinson), prova attrazione per Griet e chiede a Vermeer di farla lavorare per lui. Vermeer rifiuta, ma per mantenere buone relazioni con Van Ruijven, la sua sola fonte di reddito, deve accettare l'incarico di dipingere per lui un ritratto di Griet. In realtà Vermeer prova un desiderio personale di ritrarla, ma sa che deve nasconderlo a sua moglie.

Nel periodo in cui Vermeer dipinge il quadro, la sua relazione con Griet diviene più intima, mentre peggiora quella con la moglie, così che quest'ultima mostra sempre maggiore ostilità verso la ragazza. Quando il dipinto è ormai ultimato, la moglie di Vermeer scopre la verità, incluso il fatto che Vermeer aveva ritratto Griet con i suoi orecchini di perla. Nel confronto finale con Griet, la moglie si sente insultata dal marito quando questi le dice di aver dipinto Griet anziché lei perché quest'ultima riusciva a capire meglio la sua arte. Griet viene allontanata dalla casa e va a vivere con Pieter. La scena finale vede la cuoca Tanneke che porta gli orecchini di perla a Griet, implicitamente da parte della signora Vermeer, come "eredità" dopo la morte del pittore.

L'AMANTE (breve trama del film)


Il romanzo narra le vicende in gran parte autobiografiche di Marguerite Duras nel periodo in cui, tra i quindici e i diciassette anni, visse con la madre e i fratelli nell'Indocina francese, a Vinh Long, piccolo centro situato presso il fiume Mékong. La storia è quella dell'incontro tra Marguerite e il figlio di un ricco possidente cinese: un amore proibito non solo dall'età della ragazza, ma anche dalle convenzioni sociali (differenza di razza e ceto non potevano essere ignorate). La loro relazione, osteggiata dal padre del giovane cinese e usata dalla famiglia di lei per trovare un po' di sollievo a una povertà frutto di inganni e sfortune, termina nel momento in cui la madre della protagonista deciderà di ripartire per la Francia portando i figli con sè. La vicenda amorosa, raccontata con stile spoglio ed ampie digressioni, s'intreccia con le varie vicende della sua vita: l'odio per il fratello maggiore, il rapporto conflittuale con la madre e l'omosessualità latente della stessa Duras nei confronti dell'amica Heléne. 

martedì 10 gennaio 2012

l'appuntamento con ilibridinosi per il mese di gennaio 2012

 il 19 gennaio 2012, in biblioteca a mocasina in via san rocco alle ore 21.00 si sono tenuti due incontri letterari

il gruppo libro-film ha proseguito il percorso Cinematografico- letterario
con il libro "come dio Comanda" di nicolò ammaniti.



il Gruppo Libri-Premiati ha affrontato un dibattito sull'integrazione razziale riguardante  gli afro-americani.

 


trama:


 È un giorno di novembre del 1861 in Virginia, e la Guerra civile infuria. Nella casa dei Clement, una tipica dimora del Sud, con i muri bianchi che si innalzano verso alti soffitti intonacati con rosoni, la scalinata sinuosa al centro col motivo intagliato di foglie d'acanto, le statue d'un bianco accecante, i pavimenti di legno scuro, i passati splendori sono solo un vago ricordo. Nel salotto dove un tempo, avvolta in una spuma di merletto candido, la signora Clement riceveva, sono ora accampati i feriti delle truppe unioniste. Dormono per terra, sui preziosi tappeti turchi che ravvivano ancora il legno scuro del pavimento.

Il vecchio Augustus Clement, rimasto solo, si aggira per le stanze acciaccato come una pentola di coccio sbattuta su un sasso. Ogni tanto è soccorso dall'unica persona della servitù rimasta: una bella schiava nera che attira lo sguardo degli uomini.
Sdraiato per terra, in un angolo del salotto, il cappellano March è agitato da un tumulto di pensieri e sentimenti. Si è arruolato nelle truppe unioniste per non sottrarsi alla battaglia del sangue, dopo aver combattuto quella delle parole. Quella casa, però, gli riporta alla mente ricordi che credeva irrimediabilmente perduti.

In una primavera di vent'anni prima, quand'era un venditore ambulante del Connecticut, March aveva bussato alla porta dei Clement ed era rimasto a lungo loro ospite.Tra le pareti di quella casa si era duramente scontrato col patriarca Augustus, con le sue ottuse e crudeli idee schiaviste, e tra le braccia di Grace, la bella schiava nera, aveva scoperto come la bocca delle donne possa avere a volte lo stesso sapore dell'acqua di sorgente.

Per scacciare il turbamento di quella primavera lontana, March estrae dalla tasca della camicia un piccolo involto di seta, da cui trae delicatamente fuori un riccio biondo, un ciuffo nero, un ricciolo castano: le ciocche dei capelli di Amy, Beth e Meg, le sue care, amate piccole donne… Appassionata lettrice di Piccole donne, Geraldine Brooks ha voluto, con L'idealista, rivolgere un doppio omaggio al celebre libro di Louisa May Alcott: narrare quello che vi è taciuto, l'anno trascorso in guerra dal padre delle sorelle March, e modellare la figura di quest'ultimo su quella di Bronson Alcott, il padre di Louisa May, uno dei grandi esponenti, con Emerson e Thoreau, dell'idealismo americano del XIX secolo.

Il risultato è uno straordinario romanzo storico in cui la rettitudine e la crudeltà, la speranza e la rassegnazione, gli ideali e il cuore si fronteggiano inesorabilmente.

le classi borghesi e gli la situazione degli schiavi del 1800 ponendo al centro della discussione il "libro l'idealista" di Geraldine Bro



è seguito un breve rinfresco auto-promosso dai partecipanti all'incontro.

giovedì 1 dicembre 2011

NUOVE PROPOSTE DI INCONTRO PER IL MESE DI DICEMBRE

Giovedì 17 dicembre l'appuntamento è alle ore 21.00

due libri per conoscere Realtà e Conflitti Ordierni

Ci siamo trovati in biblioteca a Mocasina per discutere dei libri 

"IL CACCIATORE DI AQUILONI
di Khaled Hosseini 
per il ciclo Libro Film
.

BREVE TRAMA:

 "Il libro parla di Amir, un ragazzo afghano pashtun di Kabul, orfano della madre, e del suo amico, Hassan, figlio del suo servo hazara. I due bambini giocavano a "cacciare" gli aquiloni, ovvero cercare di tagliare il filo dell'aquilone avversario nella Kabul degli anni 70,  una storia vera che attraversa un trentennio di vita afgana fatta di crudelta e ingiustizie, e da questo bestseller è stato tratto anche l'omonimo film.



  Per il ciclo Premiati si commenterà il Libro: "SHARON E MIA SOUCERA"
di Suan Amiry Edito da Feltrinelli 





Riflessione 


"Conoscere il mondo palestinese ci aiuta a comprendere 

meglio la situazione di perenne conflitto in cui si trovano le

popolazioni che vivono nella Palestina."



al termine dei due Incontri si è tenuto un breve Rinfresco Autopromosso dai Partecipanti



giovedì 10 novembre 2011

TRAMA "LA CHIMERA" DI VASSALI & "IL GATTOPARDO" DI TOMASI DA LAMPEDUSA.

CERCANDO ZARDINO
Un percorso visivo attraverso la pianura della Chimera
in compagnia di Sebastiano Vassalli

La chimera, edito da Einaudi, premio Strega 1990, il libro di Vassalli più tradotto nel mondo, una delle opere di narrativa tra le più lette nelle scuole italiane, è un romanzo storico che apre ampie finestre sul Seicento nella terra di pianura novarese. Il romanzo è al centro di un’intervista-documentario Cercando Zardino in cui Sebastiano Vassalli racconta se stesso, il libro, la sua narrativa e i luoghi della Chimera.
L’obiettivo della telecamera del regista del film in dvd Mario Tosi ha rintracciato lo scrittore nella sua casa perduta nella pianura compresa tra la ferrovia per Torino e il fiume Sesia. Con Vassalli il documentario va alla ricerca di Zardino, il villaggio del XVII secolo evocato nella narrazione e oggi scomparso, come recita il racconto, travolto da una probabile piena del fiume. Cercare Zardino significa soprattutto tentare di scorgere i volti della pianura che lo ha circondato e nello stesso tempo inghiottito, andare alla scoperta dei luoghi, delle storie, delle memorie che si nascondono tra pioppeti, argini e risaie.
Con l’aiuto di Roberto Cicala, curatore con Giovanni Tesio del volume La chimera. Storia e fortuna del romanzo di Sebastiano Vassalli (Interlinea), Vassalli traccia un efficace ritratto della pianura della Chimera. Incontriamo i protagonisti: Antonia, il vescovo Bascapè, il paesaggio di pianura; ma l’attenzione si sofferma anche sulla fatica della risaia, sul “macigno bianco” Monte Rosa, sul senso del sacrificio e della festa che chiudono il romanzo. Moltissimi gli spunti nella mezz’ora di filmato-intervista.
Tra le risposte ascoltiamo: «L’uomo ha modificato il paesaggio e il paesaggio a sua volta ha modificato l’uomo». Vassalli ci conduce per mano attraverso il suo spazio narrativo che affonda le radici in documentazioni storiche e ricerche approfondite, ma che si avvale anche dell’apporto creativo e di un sapiente tocco fantastico. «I veri storici sono anche dei grandi scrittori» commenta sornione Vassalli. Come dargli torto?
Le musiche composte e strumentate da Fabrizio Gallina Sabarino ci seguono discrete e coinvolgenti nel percorso alla ricerca del vero battito della pianura. Lucilla Giagnoni, che ha portato nei teatri di tutta Italia La chimera, interpreta con intensità alcune pagine del libro.
Il documentario è stato prodotto grazie da Project e Novaracinefestival con il contributo di Promoriso, Provincia di Novara, Agenzia Turistica Locale della Provincia di Novara, Centro Novarese di Studi Letterari.

"IL GATTOPARDO"

Il principe Fabrizio Salina, la cui vicenda quotidiana stava per essere narrata sotto il titolo La giornata di un siciliano, è un uomo complesso e ansioso della fine, della meta, del risultato. Caratterizzato da un profondo e cieco conflitto interiore, tormentato dai sensi di colpa (verso la moglie andando da Mariannina o per avere votato “sì” al plebiscito contro le proprie convinzioni), mostra una calma tutta esteriore, che cela un’ira repressa e si palesa nel pugno stretto fino a conficcare le unghie nella carne. Il principe ha pensieri che sfuggono al mondo circostante degli amici e della famiglia, accosta riflessioni inintelligibili agli altri, che lo conducono all’inesorabile rifugio di sé e all’osservazione del cielo e degli astri, sua enorme passione. Un solo personaggio ne intuisce la natura tormentata e l’irrequieto agitarsi dell’animo ed è Tancredi, il nipote che sa sciogliere i dubbi dello «ziòne», il solo in cui l’uomo-gattopardo possa in qualche modo vedersi riflesso, mentre il suo sguardo assiste impotente al crollo delle istituzioni e dei costumi sociali, alla fine di un’epoca.
Nell’ammirazione di don Fabrizio per Tancredi si percepisce uno slancio immodesto ed egoistico, perché in fondo, scrive Lampedusa, «lui stesso è come Tancredi». Il rapporto con gli altri personaggi del romanzo è decisamente d’altra specie: il rispetto di Padre Pirrone e Ciccio Tumeo non è corrisposto dall’alterigia tutta aristocratica del principe Salina, vero pater familias, autoritario e virile almeno nei primi capitoli del romanzo, quando l’avvicinarsi di un’inevitabile fine non ha ancora ammuffito la sua linfa vitale. Il tormento del principe è crescente nell’avvicendarsi delle pagine: «Appartengo ad una generazione disgraziata, a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due».
C’è una costante ironia nelle pagine de Il Gattopardo, espressa, tra l’altro, dall’animazione metaforica degli oggetti o dall’uso esasperato di termini latini, latineggianti, pomposi, a volte barocchi. E non avrebbe potuto essere altrimenti poiché, come molti sanno, l’ironia tipicamente siciliana, beffarda e tagliente, contraddistingue il ricordo di Lampedusa ogni qualvolta leggiamo di lui. L’autore non fa quasi mai capolino nella vicenda ma, nella rarità delle intromissioni, la sua idea si esprime attraverso massime ricche di sarcastica verità: «attribuire ad altri la propria infelicità […] è l’ultimo ingannevole filtro dei disperati». Le descrizioni assolate, dominate dal senso di morte e dalla pesante pigrizia di un clima quasi africano, fanno intravedere splendidi paesaggi, indimenticabili raffigurazioni, tra cui quella dei giardini di Villa Salina e la fontana di Anfitrite; e indimenticabile è anche l’amato alano di don Fabrizio che — scriveva Lampedusa a Lajolo — «In un romanzo da cui quasi tutti i personaggi escono male è l’unico sicuramente positivo». Bendicò, eterno amico a quattro zampe, è come le stelle, ha il loro stesso compito: tranquillizza il principe, fiuta falsità e ipocrisie (significativo il suo ringhiare contro Angelica). I critici ne hanno giustamente sottolineato il ruolo strutturale all’interno della vicenda: appare all’inizio, facendo irruzione nella sala in cui si recita il rosario e nell’ultima pagina, quando muore trovando riposo «in un mucchietto di polvere livida», a suggellare la fine di tutto.
L’ideologia politica di Tomasi di Lampedusa è riassunta e semplificata, come scriveva Pampaloni, nella terza parte de Il Gattopardo — «senza vento l’aria sarebbe stata uno stagno putrido, ma anche le ventate risanatrici trascinavano con sé tante porcherie» —, nel discorso di Tancredi e nella sua celebre frase che descrive la situazione storica della Sicilia del 1860: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi». Infine, in riferimento alla concezione di Lampedusa della storia umana, vale l’espressione di don Fabrizio: «e dopo sarà diverso, ma peggiore».
L’ombra della morte, quasi sempre presente, è «come un ronzio continuo all’orecchio», nei presagi e nel sonno, nel solleone e negli oggetti; l’ineluttabile destino, a volte vigliacco, altre spudorato, si avverte costantemente in un crescendo vertiginoso. «L’annunciazione della morte comincia per don Fabrizio a palazzo Pantaleone […] nel calore del ballo […], nel suono del valzer che gli sembra l’immagine dell’incessante passaggio del vento sulle terre assetate» (3). E anche nel ballo dei due giovani innamorati, Angelica e Tancredi, il nero cupo e opaco della fine pesa angoscioso e funesto; ed essi sono: «Attori ignari cui un regista fa recitare la parte di Giulietta e quella di Romeo nascondendo la cripta e il veleno, di già previsti nel copione». Sono marionette in uno squarcio orribile e patetico, mentre li immaginiamo: «Nella reciproca stretta di quei loro corpi destinati a morire».
Nella confessione di don Fabrizio, il momento in cui i nostri occhi sono incapaci di staccarsi dalle righe del romanzo, si ha la sensazione di un procedere velocissimo verso l’epilogo preannunciato, terribile e straziante; i peccati parevano al principe troppo meschini per farne un elenco in quella giornata di afa; e poi: «era tutta la vita ad essere colpevole, non questo o quel singolo fatto; e ciò non aveva più il tempo di dirlo».
La chiave di lettura de Il Gattopardo, senza andare troppo lontano, la troviamo nelle parole stesse di Lampedusa, che in una lettera a Lajolo del 1956 scriveva: «Bisogna leggerlo con grande attenzione perché ogni parola è pesata ed ogni episodio ha un senso nascosto». Ne Il Gattopardo: «Non vi è nulla di esplicito»; e l’«esplicito», per usare il significato lampedusiano del termine, è qualcosa di «rozzamente contadinesco o brutalmente melodrammatico»


lunedì 7 novembre 2011

INCONTRO DEL 17 NOVEMBRE 2011

l'appuntamento con I Libridinosi è 

GIOVEDI' 17 NOVEMBRE ALLE ORE 21.00 IN BIBLIOTECA A MOCASINA.

Per il Gruppo Premiati si discuterà del libro di Sebastiano Vassali "LA CHIMERA"

due incontri in una serata magica

Il Gruppo Libro-film affronterà un classico della letteratura e della filmografia italiana 

 "IL GATTOPARDO" di Tomasi di Lampedusa.



Vi aspettiamo numerosi nel corso della serata ci sarà un breve rinfresco autopromosso dai Participanti

giovedì 20 ottobre 2011

Trama "la donna della domenica" di Fruttero & Lucentini

"È ambientato a Torino e narra dell'indagine del commissario Santamaria sull'omicidio dell'architetto Garrone, personaggio che conduce una vita di squallidi espedienti a margine della Torino "bene". L'architetto viene trovato ucciso nel suo pied-à-terre con il cranio sfondato da un fallo di pietra. Tra i protagonisti della vicenda ci sono anche gli amici Anna Carla Dosio e Massimo Campi. La prima è moglie di un ricco industriale, il secondo è un giovane della buona borghesia torinese che trascina stancamente una relazione con Lello Riviera, piccolo impiegato con velleità da intellettuale. Anna Carla e Massimo sono tra i primi sospettati, perché Garrone fa parte, insieme ad altri personaggi, di un loro "teatrino privato", nel quale stigmatizzano i vizi, le affettazioni, il cattivo gusto dei loro conoscenti. Stanca del personaggio di Garrone, Anna Carla propone a Massimo, in una lettera risentita, poi non spedita, di "eliminarlo" dalla loro vita. Da quel momento i due saranno coinvolti, loro malgrado, nel'indagine. Anche Lello, che ha intuito che la sua relazione con Massimo è prossima alla fine, si appassiona all'indagine, per spirito di rivalsa: arriverà involontariamente vicino alla verità, senza comprenderla del tutto, e finirà ucciso dall'assassino di Garrone durante un giro al Balon, il mercatino delle pulci di Torino. Il commissario Santamaria (che al termine della vicenda avrà un'avventura con Anna Carla) arriverà alla soluzione del caso attraverso un proverbio piemontese. Attorno ai personaggi principali ruotano numerose altre figure, delle più diverse estrazioni sociali: le anziane sorelle Tabusso, rintanate con la domestica nella loro villa in collina, assediata da un florido traffico di prostitute e clienti; il gallerista Vollero che, pur temendo di essere scoperto dai suoi clienti, si rifornisce di cornici al Balon; l'americanista Bonetto, un intellettuale immaturo, perso dietro improbabili, inutili (ed immaginarie) schermaglie culturali con odiati colleghi. Per tale ricchezza di personaggi e per la profondità dell'analisi psicologica il romanzo costituisce un vivido ritratto della società torinese."

hotel baalbek trafiletto

"HOTEL BAALBEK"

«In ciascuno di noi mandava luce quella finestra del ricordo, ciascuno di noi tornava a vivere nella fantasmagoria della sua vita passata. Io ero giovane e riuscivo a sopportare gli strapazzi più facilmente di molti anziani, che magari avevano dovuto lasciare una vita comoda e raffinata. Io ero ancora saturo della bellezza dei mesi trascorsi, ancora ebbro della mia felicità, la gente del Baalbek operava dentro di me, l'albergo era diventato il mio mondo interiore, un universo, un palcoscenico sul quale i personaggi seguitavano a parlare. Pensavo alla bellezza di Katja, alla tenerezza di Lily e un'energia segreta continuava ad alimentare in me la fiamma». 

"LA STORIA"
 
Marsiglia 1942: una città meravigliosa e corrotta, dominata dalla violenza, pervasa da oscuri traffici, immersa in un clima allo stesso tempo di esaltazione e di paralisi, una città in cui confluiscono migliaia di ebrei provenienti da ogni parte d'Europa, nella speranza di trovare un modo per fuggire Oltreoceano, per sottrarsi alla mortale presa della Gestapo. Uno dei punti di raccolta dei fuoriusciti è il Baalbek, un albergo di infima categoria, nei cui corridoi si susseguono le voci: è vero che i tedeschi stanno occupando anche il resto della Francia? e che la Deventer, una nave piena di profughi, è affondata? Nel foyer si discute animatamente, si gesticola, si prendono coraggiose decisioni; nelle misere camere qualcuno si ama, altri si inventano un mestiere, altri ancora, ormai decisi a mettere fine alla loro vita, sistemano meticolosamente ogni pendenza.
Fra gli ospiti di questo straordinario e fatale caravanserraglio c'è un giovane timido, innamorato contemporaneamente di due bellissime donne, Katja e Lily, innamorato della vita che ancora non conosce davvero. È lui, uno dei pochi sopravvissuti, a raccontare decenni più tardi di queste esistenze sull'orlo dell'abisso, a narrare le vicende di Jablonsky, di Sascha, di Jossip, del musicologo David Stern e della sua bionda moglie, della piccola Judith, così giovane e così seducente. È lui a rievocare, con grande immediatezza, un mondo che allora non riusciva ancora a immaginare con quale violenza e crudeltà sarebbe stato investito dalla storia. 

martedì 18 ottobre 2011

Incontro di giovedì 20 ottobre 2011


L'APPUNTAMENTO CON I LIBRIDINOSI E' STATO
GIOVEDI 20 OTTOBRE ALLE ORE 21.00 in biblioteca a Mocasina

Si è discusso Amabilmento dei libri "hotel Balabeck" di Wander per il gruppo premiati.

e per il ciclo libro-film si è tenuto un dibattito sul libro:

"la donna della domenica" di Fruttero & Lucentini



                              E' Seguito un breve rinfresco auto-promosso dai partecipanti

giovedì 29 settembre 2011

ELENCO ULTIMI EVENTI 2011

FAI IL PIENO DI CULTURA 23-24 25 SETTEMBRE 2011

IL BAULE DELLE STORIE APRILE MAGGIO 2011

LA MARATONA DI LETTURA MAGGIO 2011

INCONTRO CON LO SCRITTORE EUGENIO BIASIN 24 SETTEBRE 2011

mercoledì 21 settembre 2011

I libridinosi condividono l'iniziativa "fai il pieno di cultura"

In biblioteca a mocasina il 23-24 settembre sono Sbarcati i Pirati.

Venerdi 23 Settembre "Raduniamo la ciurma" è stato il nostro motto........

Dalle 16.15 si sono tenute delle letture e laboratorio con carta e colori per Bambini dai 5 ai 7 anni compiuti.


Sabato 24 Settembre i libridinosi hanno promosso l'incontro con l'autore Eugenio Biasin
            
Che ha Presentato il suo Nuovo Libro "il prof sul lettino"


PIRATA



mercoledì 31 agosto 2011

i libridinosi e il loro incontro del 15 settembre 2011




LE STORIE AMOROSE DI "ROSSOVERMIGLIO" 
& "L'ULTIMA LEGIONE" 

sono state al centro dei discorsi delle riunioni dei libridinosi

GIOVEDI' 15 SETTEMBRE 2011 ALLE ORE 21.00
si sono tenuti i due incontri


è seguito come sempre un breve rinfresco auto-promosso dai partecipanti.

mercoledì 29 giugno 2011

domenica 26 giugno meravigliosa gita

domenica 26 giugno nella mattinata ilibridinosi sono stati nella fantastica Brescello nel paese di:

"Peppone e Don Camillo"



Nella mattinata c'è stata una Breve Visita Guidata nei luoghi del film e nel pomeriggio dopo pranzo abbiamo visitato la bellissima Sabbioneta.

giovedì 26 maggio 2011

domenica 29 maggio pomeriggio con i libridinosi


I libridinosi si sono fatti promotori domenica 29 maggio 2011 della straordinaria 
"MARATONA DI LETTURA"

il libro che è stato letto dal Titolo:

PARTIRE: ANTOLOGIA NARRATIVA DI GEOGRAFIA EMOZIONALE



Edito da Vallardi 

questo evento si è tenuto nella SALA IDER adiacente alla sede del comune di: Calvagese Della Riviera.

martedì 3 maggio 2011

i libridinosi segnalano, Il movimento letterario dal sottosuolo

GLI AMICI DEI LIBRIDINOSSI "IL MOVIMENTO LETTERARIO DAL SOTTOSUOLO"


http://poesiadalsottosuolo.wordpress.com/2010/06/29/manifesto-letterario-dal-sottosuolo/




il Baule delle Storie

         

L'appuntamento con   "Il Baule delle Storie" ha visto protagonista, la Scrittrice Maria Sardella nella serata di Venerdi 6 Maggio alle ore 20.45 la scrittrice ha presentato il suo nuovo libro:

"COSI E' LA  VITA' AMORE MIO"


Libro edito da Altrimedia
la conferenza si è tenuta presso la Fondazione Piccini in località Terzago. I libridinosi hanno passato una serata piacevole e ringraziano chi ha partecipato all'incontro e la Fondazione Piccini per l'ospitalità.